Le Feste mi hanno convinto che l'Italia non è pronta per votare un soggetto che si rifà al liberalismo, primo perchè questo soggetto ancora non c'è e non si intravede nemmeno all'orizzonte, nonostante dei nobili tentativi, secondo perchè accanto ad un'offerta quasi inesistente c'è un bisogno latente, ma ancora non percepito come tale e quindi non esiste l'humus culturale per far si che si possa dire che possa sorgere una domanda. Quindi l'unico modo di restituire una degna rappresentanza parlamentare al liberalismo italiano e quindi alla classe media, che è la maggioranza del paese, bisogna prima fare cultura. Il cristianesimo non esisteva, all'inizio eran solo 12 apostoli e poi divennero centinaia di milioni. Ci vogliono missionari del liberalismo che spieghino in ogni consesso cosa significa essere liberali e perchè l'Italia non può andare avanti in questo modo. Solo dopo aver sparso in ogni dove il seme del liberalismo, si potranno raccogliere i frutti del bosco liberale. La sera di capodanno ho iniazato una discussione con degli amici, che all'inizio erano su posizioni assai comuni, intrise di assistenzialismo inerziale, dovuto ad anni di bombardamento mediatico. Quando me ne sono andato non ce n'era uno che era d'accordo sull'intervento pubblico nella vita dei cittadini. E' facile, basta spiegare con calma e serenità la situazione e le ricette liberali per risolverne i problemi. Insegnare ad essere liberali, prima di chiedere il voto, anche se ci vorranno anni.
di Alessandro Piergentili
Coordinatore nazionale Base Liberale







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